Pir: il risparmio al servizio dell’economia reale. Dai mercati quotati agli strumenti illiquidi

Il 2020 segna il ritorno dei Piani Individuali di Risparmio nei portafogli dei risparmiatori. Ciò è avvenuto dapprima con lo sblocco del mercato dei Pir tradizionali e, più recentemente, con l’introduzione dei Pir alternativi, i nuovi prodotti che prevedono la possibilità di investire in aziende non quotate e in strumenti di debito o credito delle pmi italiane.

I Pir non sono solo un vantaggioso contenitore fiscale al servizio del risparmio, ma soprattutto uno strumento di investimento e di crescita per l’economia reale del Paese. È stato questo il tema portante dell’evento che ha ospitato anche la presentazione della ricerca condotta per Assogestioni da FINER Finance Explorer focalizzata sugli investimenti in prodotti illiquidi.

Secondo Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, “pubblico e privato devono unire le forze per mettere i risparmiatori in condizione di contribuire allo sviluppo dell’economia”. Galli ha introdotto l’evento prima di lasciare la parola a Stefano Scalera, Vicecapo di Gabinetto del Mef, e alla tavola rotonda con la partecipazione di esponenti dell’asset management e delle reti.

La conferenza si è tenuta lunedì 15 giugno 2020. Si è trattato del 1° appuntamento del ciclo di incontri online che prende il nome “Aspettando l’11° edizione de Il Salone del Risparmio”, organizzato da Assogestioni in collaborazione con FocusRisparmio e le società sostenitrici dell’evento. Un modo per dare continuità al Salone del Risparmio, proseguendo nel dialogo con i professionisti e offrendo loro opportunità informative e formative.

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