Il risparmiatore fai da te è un mito o una realtà? Reti e gestori si confrontano sul tema

La piena applicazione della normativa Mifid 2 ha delineato molte novità per l’industria del Risparmio Gestito, tra cui quelle che riguardano il rapporto con i risparmiatori, sia a livello di adempimenti che di obblighi di trasparenza e rendicontazione. All’interno di un contesto che sta subendo anche svariate trasformazioni dovute all’evoluzione dei mercati e delle tecnologie digitali ad esse collegate, emerge tra gli operatori la necessità di capire se ci siano i presupposti per il ricorso a scelte di investimento “fai da te” da parte dei risparmiatori.
Per esplorare e dare delle risposte a queste ipotesi, è stato realizzato uno studio quali-quantitativo approfondito su diversi target di risparmiatori (tra i 18 e over 75 anni) in possesso di un patrimonio mobiliare investito o investibile di almeno 30.000€.
Parimenti è stato contattato un campione di consulenti bancari e finanziari operanti in Italia con il fine di osservare e confrontare le risposte sui medesimi argomenti, ma con una prospettiva opposta.
I primi e principali risultati dello studio, oggetto di analisi e discussione approfondita nel corso di questa conferenza, confermano intanto l’importanza delle figure dei consulenti. Emerge, tuttavia, una certa ritrosia da parte dei risparmiatori a condividere in modo completo la propria situazione patrimoniale: una delle tendenze è, infatti, quella di parcellizzare il patrimonio, affidando differenti quote a diversi interlocutori. Questi ultimi devono così delineare strategie, strumenti e prodotti in base ad una conoscenza parziale del proprio cliente.

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