ETF Obbligazionari: distinguere miti e realtà

Gli ETF obbligazionari stanno conquistando sempre più l’interesse degli investitori, come dimostrano i dati più recenti relativi ai flussi su questi strumenti, anche sul mercato italiano. Nel 2018, il 70% dei flussi sugli ETF quotati su Borsa Italiana riguardava, infatti, strumenti obbligazionari. In un anno in cui il comparto dei fondi comuni tradizionali obbligazionari ha registrato pesanti deflussi, l’industria degli ETF in Italia ha registrato un saldo netto positivo di 5 miliardi di euro.

Tuttavia, la crescente popolarità e il rapido sviluppo degli ETF obbligazionari su diverse asset class si è accompagnata all’inevitabile diffusione di una serie di obiezioni e falsi miti. Forti degli oltre $ 340 miliardi di asset obbligazionari indicizzati in gestione e del nostro ruolo di pionieri dell’industria degli ETF, abbiamo deciso di sfatare alcuni dei falsi miti più diffusi, in particolare in relazione ai seguenti aspetti:

le dimensioni raggiunte dal mercato degli ETF e il loro potenziale impatto sui prezzi dei titoli sottostanti
il legame tra livello di indebitamento di una società e la sua rappresentazione negli indici
la performance degli ETF durante le fasi di turbolenza dei mercati
la liquidità degli ETF obbligazionari
l’opportunità di investire in asset class più complesse tramite ETF

Affronteremo ciascuno di questi falsi miti attingendo a evidenze globali e dati comprovati, per permettere agli investitori che si accostano a questa tipologia di strumenti di disporre di tutti gli elementi fattuali per distinguere i falsi miti dalla realtà.

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